Tra passione, visione e tradizione dal 1971
La Proloco è il cuore pulsante del nostro paese. Organizziamo eventi per valorizzare il territorio, mantenere vive le tradizioni e unire la comunità.
Valorizziamo le bellezze paesaggistiche del Canavese.
Promuoviamo i sapori autentici della nostra terra.
Una grande famiglia unita dalla passione per il paese.
La Pro Loco di Villanova Canavese non è nata da un progetto a tavolino, ma dalla voglia di "fare" di un gruppo di circa dieci giovani che, nel 1971, decisero di trasformare i pomeriggi passati al bar in qualcosa di utile per il paese. Quello spirito di aggregazione fu così contagioso che, in un solo anno, l'associazione raggiunse i 180 soci.
1971 — 1974
I primi passi furono mossi attraverso la comunicazione e la tradizione. Nel 1972 nacque "La Pianca", un notiziario autogestito che fungeva da collante per la comunità: tra una barzelletta e una presa in giro bonaria ai personaggi locali, il giornalino riportava le nascite e i lutti di una Villanova ancora "familiare". Grazie alle offerte raccolte con la distribuzione porta a porta, il gruppo iniziò a finanziare le prime attività.
Tra queste, spicca la Festa della Befana (iniziata nel 1972-73), nata dalla collaborazione tra Pro Loco e i Vigili del Fuoco (AIB). I volontari portavano doni e panettoni agli anziani nati nel 1800, una tradizione di vicinanza generazionale che è durata fino al 2020.
Il paesaggio che oggi ospita le nostre feste ha un'origine curiosa e artificiale. Tra il 1970 e il 1974, durante la costruzione del nuovo ponte sulla Stura, fu necessario estrarre enormi quantità di terra per creare il rialzo stradale che collega il ponte al cimitero. Il materiale venne prelevato proprio dall'area adiacente: furono quegli scavi a generare i due grandi "buchi" che, riempiendosi con l'acqua delle sorgenti sotterranee e del canale vicino al cimitero, divennero i nostri due laghetti.
Inizialmente quell'area era un terreno selvaggio, pieno di rovi e sterpaglie. Fu Silvio Bosio — detto "zio bis" — a dare il via alla rinascita del parco: cominciò da solo a ripulire il lago superiore, quello più piccolo, sistemando l'intero perimetro pietra dopo pietra con le proprie mani. Il suo esempio fu contagioso: da solo divenne un gruppo di 10, poi 20, fino ad arrivare a 40-50 volontari che accorrevano ogni volta. Nel frattempo, altri iniziarono a disboscare l'area circostante e a ripulire la pista dei cavalli, restituendo poco a poco il parco alla comunità.
Nel 1973, il gruppo ottenne la concessione dell'area e realizzò una pista per cavalli con una staccionata che girava tutto intorno ai laghetti. Villanova divenne un polo d'attrazione regionale: dalle valli di Lanzo fino ad Asti, accorrevano tra le 1.500 e le 2.000 persone per assistere alle gare di purosangue, pony e cavalli normali.
Le occasioni di incontro e di socializzazione si andarono negli anni moltiplicando sia nel settore sportivo sia in quello delle manifestazioni e della gastronomia: dall'ippica all'aeromodellismo, dalla pesca al calcio, alle bocce, dall'organizzazione della festa patronale all'animazione delle ricorrenze come il Natale o l'Epifania, dagli incontri gastronomici "a tema" alle sperimentazioni culinarie. Questa vivacità rendeva il gruppo attivo ogni weekend, trasformando l'area dei laghetti in un centro di vita pulsante.
Nel 1974 venne costruito il primo capanno in legno, che fungeva da deposito e sede operativa. La sua piccola terrazza rialzata divenne il nostro primo palco ufficiale, da cui si esibirono artisti che hanno fatto la storia della musica e dello spettacolo popolare:
In quegli anni, la domenica era scandita dalle celebri "merende sinoire": la famiglia Giacomelli e la famiglia del Geo (i Varisela) preparavano acciughe al verde, salami e tome locali per i visitatori, creando un clima di convivialità autentica. Questa prima vivace stagione si concluse nel 1977-78, a seguito di un tragico incidente nei laghetti che portò allo scioglimento del direttivo.
In questo racconto spicca la figura di Emilio Richiardi, il "Geo". Uno dei primi dieci giovani, grintoso e capace di trasformare ogni idea in realtà, il Geo è stato l'anima visionaria e il "capoccia" della Pro Loco di quegli anni.
Nel 1978, quando il gruppo originario decise di ritrovarsi come amici per un Cenone di Capodanno nei locali del Cral (ex Valsusa) — rimasti chiusi e mal tenuti per moltissimi anni — il Geo impose quella che sarebbe diventata la filosofia distintiva della Pro Loco: "Si deve mangiare come a casa propria". Mentre ovunque si diffondeva l'uso della plastica, lui volle che i volontari adottassero tovaglie di stoffa e servissero i pasti su piatti di ceramica con bicchieri di vetro e posate di metallo. Questa cura maniacale per il decoro è un'eredità che portiamo avanti ancora oggi: siamo l'unica Pro Loco sul territorio a curare le tavole con arredi a tema e un servizio di qualità da ristorante, per garantire a ogni ospite un'accoglienza nobile e familiare.
La Pro Loco ripartì ufficialmente nel 1991 grazie all'impulso del Geo, allora Sindaco, e all'energia di figure fondamentali come Soffietti Michele, Molinar Min Aldo e Bruno Richiardi — detto "il barone", fondatore dei Baroni del Liscio. Nello stesso anno nacque Villexpo, che con soli 24 stand iniziò a trasformare Villanova nel centro del commercio artigianale della zona. Un ruolo decisivo fu quello di Pilotti Umberto, presidente della Pro Loco dal 1994 al 1998: fu lui a volere con determinazione il salone vetrato, impegnandosi in ogni modo per realizzarlo, prima di venire a mancare prematuramente. Fondamentale fu anche il contributo di Silvano Cuberli, il tuttofare e capomastro della Pro Loco, che con le proprie mani realizzò le strutture in muratura e il bar. Ogni giorno sul campo si contavano 40-50 volontari — tra questi va ricordato in modo particolare Pavese Renato, che ha lavorato instancabilmente per il parco. L'area divenne palcoscenico per eventi di risonanza nazionale, come i concerti dei Nomadi e dei Pooh.
La storia della Pro Loco è fatta di persone che finiscono di lavorare presto al pomeriggio per correre al parco a montare strutture o servire ai tavoli. Nonostante le ferite inferte dal maltempo degli ultimi anni che ha abbattuto oltre 400 alberi secolari (roveri di oltre 100 anni), il nostro spirito resta intatto. Sotto la guida di Giovanni Pilotti, abbiamo già iniziato a ripiantare il parco, perché la nostra missione è la stessa dal 1971: lavorare non per profitto, ma per il piacere di stare insieme e di vedere Villanova splendere.
Un ringraziamento speciale a Silvio A. per il suo contributo nella stesura e le sue foto storiche.
La Proloco di Villanova Canavese ha sempre bisogno di forze nuove. Scopri il dietro le quinte dei nostri eventi, fai nuove amicizie e unisciti a una squadra fantastica. C'è posto per tutti!
Continuando su WhatsApp accetti la nostra Privacy Policy e il ricontatto telefonico per gestire la tua richiesta di volontariato.